Il nuovo anno è iniziato e manca veramente poco prima che il rombo dei motori della Formula 1 torni ufficialmente a farla da padrone, mettendo fine a queste interminabili settimane di pausa invernale.
È vero, negli ultimi anni la stagione della massima categoria motoristica sembra volersi spingere sempre più in là nel calendario e di conseguenza questo periodo di “vuoto” – motoristicamente parlando – si sta accorciando sempre di più. Ma ammettiamolo: già non ne potevamo più delle giornate passate a riguardare gli highlights di qualche sconosciuta serie a ruote coperte pur di far passare il tempo.
In questo contesto, i test collettivi della Formula Regional e Formula 4 mediorientali, svoltisi il 13 e 14 gennaio, hanno rappresentato una boccata d’aria fresca, fornendo a noi appassionati un primo “antipasto” di azione in pista.
Molto probabilmente vi starete chiedendo per quale motivo abbiamo deciso di seguire i test pre-stagione della FRMEC, che solitamente attirano l’attenzione di una ristretta cerchia di addetti ai lavori.
La risposta è in realtà piuttosto semplice: oltre a scovare qualche nome da tenere d’occhio durante l’anno, l’obiettivo principale era iniziare a familiarizzare con la T-326, ultima monoposto nata in casa Tatuus, che parteciperà ai campionati di Formula Regional europeo e mediorientale e che ha avuto il suo “battesimo” in pista proprio durante questi test.
Seguendo la scia di “ammodernamento della gamma” che ha già investito, nell’ordine, Formula 2 e Formula 3, la nuova monoposto presenta novità importanti dal punto di vista aerodinamico, motoristico e sospensivo, con un occhio di riguardo anche alla sicurezza e alla sostenibilità.

Le novità macroscopiche
La linea aerodinamica è stata completamente rivista seguendo la tendenza già vista in Formula 1, Formula 2 e Formula 3. Questo per rendere le auto meno sensibili all’aria sporca e garantire – almeno sulla carta – duelli più ravvicinati ed avvincenti in pista.
Il profilo è stato snellito parecchio – specialmente nella zona frontale dello chassis dove la vecchia generazione di vetture risultava “un po’ tozza” – per aumentare l’efficienza e in generale le forme sono state ammorbidite e rese meno “spigolose”.
Il tutto è stato studiato per ridurre l’effetto “wake“, responsabile delle perdite di carico aerodinamico nelle vetture inseguitrici.
Grandi novità anche sul lato gomme: si è infatti deciso di abbandonare le vecchie da 13 pollici in favore di nuove coperture da 15.
Questo cambiamento, oltre a rappresentare un balzo importante a livello di dinamica del veicolo, ha portato anche ad un incremento di peso di circa 20kg. Tatuus ha però rassicurato di aver compensato questo aumento in altre zone della monoposto – principalmente motore e altre parti meccaniche – per un peso complessivo di circa 600kg.
Novità nascoste
Le novità non si fermano alla veste esterna: infatti, se Formula 2 e Formula 3 dopo i rispettivi cambi regolamentari sono rimaste fedeli ai loro storici propulsori – i “magnifici” (non è vero) V6 Mecachrome – Tatuus ha deciso voltare pagina, dando un taglio netto con il passato.
Per sostituire i vecchi propulsori a 4 cilindri la casa italiana si è affidata ad Autotecnica Motori, la quale ha sviluppato l’ATM163T, motore tre cilindri 1.6 turbo di derivazione Toyota.
La scelta di un tre cilindri in linea risulta decisamente peculiare in ambito racing: questi motori infatti si portano appresso alcuni svantaggi, primo tra tutti uno sbilanciamento intrinseco che può portare a problemi di vibrazioni se non adeguatamente compensato. Tuttavia, questa soluzione è sempre più diffusa nel mondo stradale, principalmente in ottica riduzione di costi, peso e consumi.
L’ATM163T promette di essere il propulsore più efficiente della storia della categoria, rendendo il progetto in linea con i più alti standard FIA di sostenibilità.

Modifiche a guidabilità, sicurezza ed ergonomia
La scorsa generazione di vetture era stata spesso oggetto di critiche per il fatto di essere “pesante” da guidare e “goffa” nei cambi di direzione.
Tatuus ha quindi lavorato duramente sul sistema sospensivo e sullo sterzo per rendere la macchina più agile e meno “fisica” per i piloti. Questo anche per rendere la categoria più accessibile alle donne, che hanno dimostrato di pagare parecchio il salto dalla Formula 1 Academy – dove si guidano delle Formula 4 – soprattutto sul lato fisico.
Inoltre, l’ergonomia del cockpit è stata aggiornata per accogliere una “gamma” più ampia di piloti, seguendo anche qui la scia delle sorelle maggiori Formula 2 e Formula 3.
A queste migliorie si aggiungono poi quelle lato sicurezza, necessarie per raggiungere i target richiesti dai nuovi regolamenti per i crash test – più severi ed articolati rispetto ai precedenti.

Questa nuova generazione di monoposto vuole segnare un deciso passo in avanti dal punto di vista tecnico, pur strizzando l’occhio alla nuova direzione intrapresa dal mercato automobilistico mondiale, sempre più improntato verso efficienza e sostenibilità.
Le categorie di Formula Regional si sono già dimostrate in passato un ottimo banco prova per i giovani talenti ed ora queste nuove vetture sono chiamate a mantenere la vocazione formativa delle precedenti.
Adesso è tempo di passare dalle parole ai fatti: la pausa invernale sta per finire e finalmente avremo modo di scoprire se gli ambiziosi obiettivi del progetto sono stati raggiunti. Ma la strada sembrerebbe essere quella giusta.




