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    WEC, il punto di metà stagione: arriva la Lone Star Le Mans

    WEC, il punto di metà stagione: arriva la Lone Star Le Mans

    Arrivati al giro di boa, è il momento di analizzare la prima parte della stagione dei protagonisti del World Endurance Championship. Tra la sorpresa di Toyota e gli attacchi di BMW, il WEC ha già regalato – in sole quattro tappe – molte storie da raccontare. Campionato, curiosità e programma del COTA: ecco tutto quello che c’è da sapere prima del ritorno in pista

    Il WEC è arrivato ufficialmente al suo giro di boa, con la Lone Star Le Mans, la gara a stelle e strisce, che prenderà il via nel weekend del 4-6 settembre. Prima di catapultarci nella seconda metà della stagione però è importante ricapitolare quanto successo durante le quattro gare già concluse, dato che il mondiale endurance non ha mai deluso le aspettative

    Dopo la vittoria del mondiale nel 2025 di Ferrari, i vertici della classifica di campionato di classe Hypercar sono decisamente cambiati. Toyota ha trionfato a Imola e alla 24 Ore di Le Mans, BMW a Spa Francorchamps e a San Paolo: a battagliare per il primato in classifica sono state queste ultime, mentre la scuderia di Maranello ha sì, ben minacciato e conquistato qualche soddisfazione, ma non abbastanza da preoccupare chi ha occupato il primo gradino del podio in queste quattro occasioni. 

    WEC Lone Star Le Mans Guida
    Photo Joao Filipe / DPPI

    Toyota vs. BMW

    Se l’astuzia e la resilienza di Toyota Racing non sorprendono – essendo la squadra nipponica quella con più esperienza sulla griglia dei prototipi – il grande salto in avanti di BMW M Motorsport rispetto agli anni precedenti è ciò che ha lasciato a bocca aperta gli osservatori del WEC. Potevano vantare qualche piccola soddisfazione in casa WRT, con la BMW M Hybrid V8 che tra il 2024 e il 2025 aveva sicuramente dimostrato un buon potenziale (anche oltreoceano, con BMW impegnata anche nell’IMSA WeatherTech Championship), ma decisamente non la superiorità dimostrata nel 2026. Le vittorie del round belga e di quello brasiliano sono la conferma di una vettura che si è ben comportata (anche quando non ha vinto) rischiando di soffiare via anche la vittoria della 24 Ore di Le Mans alla Toyota TR010 Hybrid di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nick De Vries.

    Sono proprio loro tre i leader del campionato piloti, a pari merito però con René Rast e Robin Frijns della BMW. Infatti, se nel campionato costruttori Toyota ha un vantaggio di cinque punti sulla casa bavarese, in quello dedicato ai singoli equipaggi vede una parità decisamente importante. Il 2026 per Toyota Racing è stato un anno di importanti cambiamenti: è di fatto un’Hypercar rivoluzionata quella schierata in griglia, la TR010 Hybrid, che però non ha deluso le aspettative dei giapponesi. Anche perché, dopo aver trionfato a Imola, Toyota è tornata a vincere la 24h di Le Mans dopo i tre anni di dominio assoluto di Ferrari. E lo ha fatto con una strategia che ancora tiene sveglia il resto della griglia: scattati dalla quattordicesima casella Kobayashi/Conway/De Vries sono riusciti a tagliare la linea del traguardo davanti a tutti, facendolo quasi sembrare un gioco da ragazzi.

    WEC Lone Star Le Mans Guida
    Photo Andrea Lorenzina / DPPI

    Ma cosa è successo alla 6h di Interlagos?

    Alla 6 Ore di San Paolo ha trionfato nuovamente BMW, con Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, mentre Toyota ha fatto registrare un doppio zero per i suoi equipaggi, decisamente più in difficoltà. Nota da non omettere è che il WEC ha deciso di non rivelare i dati del Balance of Performance della stagione, a differenza di quanto fatto fino allo scorso anno; è difficile quindi valutare da fuori quali siano le reali carte in gioco delle squadre rispetto all’effettivo potenziale. Chi dall’ultima gara prima della pausa estiva è tornato sornione è stata la Ferrari, che con Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha portato a casa la seconda posizione dopo dei round poco promettenti. Sono 88 i punti conquistati dalla rossa durante le prime quattro tappe, che inseriscono il Cavallino Rampante terzo nella classifica costruttori. 

    È sicuramente una situazione diversa da quella in cui la squadra capitanata da Antonello Coletta si trovava nel 2025 e difficile da metabolizzare per chi ha visto la rossa trionfare nel mondiale endurance. Ciò che non manca però al team italiano è sempre la stessa motivazione e forza durante il fine settimana: la 499 P sembra adattarsi meno facilmente, ma i risultati non sono mai stati troppo disastrosi quindi, effettivamente, un po’ di speranza per la seconda metà dell’anno c’è. Poche sorprese invece nel resto della griglia: i personaggi principali della prima metà sono stati Toyota, BMW e Ferrari. Degni di nota: il buon debutto di Genesis, la crescita di Aston Martin e Cadillac che sembra quasi esserci, ma mai abbastanza da poter effettivamente minacciare le vette.

    WEC Lone Star Le Mans Guida
    Photo Julien Delfosse / DPPI

    In GT3 è lotta tra Corvette e Porsche

    A bordo delle LMGT3 invece è tutta un’altra storia. Come da abitudine, la classe “secondaria” è tutto meno che di contorno, con la lotta al titolo che è più che agguerrita tra la Corvette n. 33 di TF Sport e la Porsche n.92 di The Bend Manthey. Regina a Le Mans è stata proprio la vettura americana di Jonny Edgar (che figura da solo nel campionato piloti avendo cambiato i compagni di equipaggio più volte), mentre al volante della vettura di Stoccarda i campioni in carica Riccardo Pera e Richard Lietz, affiancati nel 2026 da Yasser Shahin, rincorrono la testa della classifica dopo delle buone ma non eccellenti performance. Infatti, Manthey Racing ha collezionato tre terzi posti senza mai riuscire a conquistare posizioni più alte, spiccando però di costanza – ciò che gli permette, di fatto, di trovarsi in seconda posizione.

    La grande novità della seconda parte della stagione per il World Endurance Championship è nel finale: in seguito ai conflitti attivi in Medio Oriente, le tappe previste in Qatar e Bahrain sono state annullate e spostate in Europa. Saranno infatti i circuiti di Barcellona e di Monza a ospitare il mondiale endurance, con due corse di sei ore previste per metà ottobre e inizio novembre. Prima di tornare dove tutto è iniziato, ovvero in Italia con il Bel Paese che quest’anno è stato decisamente di rilievo per il campionato avendo ospitato anche il primo round e, di conseguenza, i test pre stagionali, il WEC farà tappa nel mese di settembre in Texas e in Giappone.

    WEC Lone Star Le Mans Guida
    Photo Fabrizio Boldoni / DPPI

    Tutto quello che c’è da sapere sulla Lone Star Le Mans

    Proprio nel fine settimana del 4/6 settembre andrà in scena la Lone Star Le Mans, la gara di sei ore che porta il mondiale negli Stati Uniti. Sull’inconico Circuit Of The Americas, ad Austin, prenderà il via uno degli appuntamenti più accattivanti della stagione. 5,513 km, 20 curve e un dislivello da paura metteranno alla prova la griglia del WEC, con il tracciato che è una prova perfetta per il giro di boa. Lo scorso anno ad essere protagonista è stata la pioggia incessante che ha costretto alla bandiera rossa per parecchio tempo, quest’anno ci si augura di vedere le vetture in azione un po’ di più. E chissà, magari arriverà anche l’occasione per Ferrari di spezzare il treno di vittorie firmate Toyota e BMW.

    Programma del weekend:

    Sabato 5 settembre: qualifiche dalle 22:00. Domenica 6 settembre: gara a partire dalle 20:00, ora italiana. In diretta su Eurosport e Sky Sport.

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