Il WEC è approdato a Barcellona per il suo settimo round stagionale e, tra novità e meteo costantemente instabile, Toyota Racing è tornata ad essere regina del mondiale endurance
L’aria fresca del paddock di Barcellona, sia per clima che per esperienza, ha coronato i campioni del mondiale Hypercar. Un weekend con parecchie incertezze, figlio della situazione geopolitica che ha costretto il WEC a spostare il finale di stagione in Europa, ha trovato la squadra giapponese più che preparata. Due erano le grosse incognite per il fine settimana: la novità portata da un circuito mai esplorato e il meteo, che prevedeva pioggia torrenziale per tutto il fine settimana.
Sorridono sornioni in conferenza stampa Kamui Kobayashi e l’equipaggio della TR-010 Hybrid numero 8. Scattati dalla seconda posizione non hanno perso tempo nel prendere la testa della corsa per mantenerla fino alla bandiera a scacchi. Una 24 Ore di Le Mans vinta d’astuzia, come l’interpretazione della gara di Barcellona, partita con qualche goccia di pioggia che non è mai scesa troppo forte, ma non che è nemmeno mai andata via. E ad avere la meglio sono stati proprio Sebastien Buemi, Rio Hirakawa e Brendon Hartley. Davanti a loro in griglia solo la Genesis numero 17 di Dani Juncadella, che però ha ben presto perso la prima posizione nonostante una prestazione degna di nota per la stagione di debutto in qualifica.
Allo stesso tempo, il focus è già sulla 6 Ore di Monza, prevista nel fine settimana del 6-8 novembre: per Toyota Racing la sfida continua dentro casa, perché i due equipaggi si giocano il titolo piloti. E non lo nega Kobayashi, che è sia pilota insieme a Nyck De Vries e Mike Conway che team principal: gestire la lotta interna non sarà semplice ed è già un pensiero importante per i piani alti della squadra nipponica. Infatti, distaccati da 17 punti nella classifica piloti, guidata da Buemi, Hirakawa e Hartley, le due vetture si daranno battaglia al Tempio della Velocità, con l’intenzione di non avere amaro in bocca una volta sopraggiunto il traguardo.

E il resto della griglia?
Rimane a bocca asciutta BMW, che a Barcellona ha raccolto punti soltanto con l’equipaggio di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, senza riuscire a ridurre il distacco da Toyota. Anche Ferrari non sorride: la squadra di Maranello ha visto allontanarsi la possibilità di recuperare terreno su BMW e insidiare il secondo posto in classifica – così come di poter mantenere il titolo iridato del 2025. Con una sola gara ancora da disputare, però, il terzo posto del Cavallino non è ancora al sicuro: Cadillac e Alpine restano in corsa e possono ancora tentare il sorpasso nell’appuntamento conclusivo di Monza. A rendere più complicata la rimonta contribuisce anche il sistema di punteggio: nelle gare europee vengono assegnati meno punti rispetto agli appuntamenti più lunghi in Qatar e Bahrain, riducendo le opportunità di recupero. Per Ferrari, dunque, l’ultima sfida della stagione sarà decisiva per difendere la propria posizione in classifica.
Festeggiamenti rimandati anche per la classe LMGT3, con la vittoria di Yasser Shahin, Richard Lietz e Riccardo Pera che ha permesso alla Porsche del team The Bend Manthey di rimanere in lotta contro la Corvette di TF Sport. Nel mondiale piloti rimane leader Jonny Edgar in solitaria, che a Barcellona si è accontentato di un settimo posto insieme a Nicky Catsburg e Ben Keating. Insieme a loro, nella battaglia tra i team rimane inserita ancora la Corvette numero 34 di Peter Dempsey, Salih Yoluc e Charlie Eastwood.
Buona la prima per il Circuit de Barcelona-Catalunya, che dall’esperienza del primissimo appuntamento del WEC in territorio spagnolo si porta 55 mila spettatori e una gara che sicuramente è stata interessante e ricca di azione. Adesso è nuovamente il turno dell’Italia: dopo aver aperto le danze a Imola, il mondiale endurance tornerà nel Bel Paese tra due settimane per l’ultimo round della stagione. Sei ore di azione, su un circuito che ha già scritto pagine importanti della storia del campionato.







